Quando la soglia rialzata scompare, il nodo inferiore diventa sistema critico.
L’annullamento del confine tra indoor e outdoor è uno dei traguardi più ambiziosi dell’architettura moderna. Ma senza la ‘diga’ tradizionale, il nodo inferiore non è più una semplice chiusura: diventa un sistema attivo che coordina meccanica, idraulica e fisica edile.
L’annullamento del confine tra indoor e outdoor è uno dei traguardi più ambiziosi dell’architettura moderna. Ma senza la ‘diga’ tradizionale, il nodo inferiore non è più una semplice chiusura: diventa un sistema attivo che coordina meccanica, idraulica e fisica edile.
5 piani da coordinare
1
Idraulica del nodo
Pressioni dinamiche e pioggia battente.
2
Drenaggio
Canalette, grondaie e valvole di non ritorno.
3
Vasca inox
Tenuta stagna sotto soglia e raccordo all’impermeabilizzazione.
4
Fisica edile
Vapore, isolamento e traspirazione del giunto.
5
Chimica
Sigillanti elastici e corretta sequenza operativa.
Barriera zero : la tenuta si gioca contro il vento
In una soglia a Livello Zero, l’intercettazione dell’acqua avviene interamente sotto il piano di calpestio. Il sistema deve contrastare la pressione del vento che spingerebbe aria e flussi verso l’interno.
Prestazioni certificate: Classe 9A secondo UNI EN 12208, con tenuta alla pioggia battente fino a 600 Pa, estendibile alla classe E750 nei contesti più esposti.
CHECK TECNICO
La prestazione di laboratorio va tradotta nel nodo esecutivo: telaio, raccordi e drenaggi devono lavorare come un unico sistema.
Il sotto-soglia come sistema di drenaggio
Il volume sotto la soglia va concepito come una zona a tenuta stagna, coordinata con i sistemi di scarico.
Secondo la norma SIA 271, la canaletta esterna deve offrire una sezione libera minima di 2000 mm². Il nodo include profilo di grondaia, tubi di drenaggio e valvole di non ritorno per impedire il riflusso forzato di aria e acqua.
La soluzione ingegneristica: vaschetta inox
Quando i vincoli di accessibilità impediscono i risvolti verticali standard dell’impermeabilizzazione, la soluzione d’elezione è la vasca di tenuta sotto-soglia.
Lamiera inox 8–10/10
Giunzioni saldate a stagno
Risvolto verticale 20–25 mm sopra il pavimento esterno finito
Pendenza minima 2% verso l’esterno (4–5 mm)
Trattamento con pasta bituminosa o nastri di rinforzo per evitare il distacco tra metallo e impermeabilizzazione
Ogni giunto lavora su 3 piani funzionali
1
Interno
Sd ≥ 39 m. Barriera al vapore: impedisce all’umidità interna di migrare nel cuore del nodo.
2
Mediano
Isolamento termico e acustico. Nastri multifunzione a Sd variabile 7–44, capaci di adattarsi alle condizioni stagionali.
3
Esterno
Sd ≤ 0,5 m. Tenuta all’acqua e al vento, ma alta traspirabilità per consentire l’evaporazione dell’umidità accidentale.
Il dettaglio è chimica.
E anche coordinamento
Un nodo a livello zero subisce dilatazioni differenziali tra alluminio, pietra naturale e membrane bituminose. La riuscita non dipende solo dal prodotto, ma dalla precisione dell’intero processo esecutivo.
CHECK TECNICO Sigillanti a basso modulo: polimeri MS, Classe 25, Modulo Elastico LM ≤ 0,4 N/mm². Assorbono micromovimenti fino al 25% senza distaccarsi.
Coordinamento in cantiere: corrugati e tubazioni non devono mai perforare la vaschetta inox; la posa dei serramenti deve seguire impermeabilizzazione e massetto delle pendenze; quote e ingombri vanno definiti in fase esecutiva con il progettista.
Enzo Reschini
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